Campeggio Invernale

2018-2019

Hai vissuto almeno un giorno nella tua vita? È questa la domanda che ha accompagnato ragazzi ed educatori durante il campeggio invernale a San Giovanni (BZ), in valle Aurina, dal 27 dicembre al 1 gennaio. Hanno partecipato a questa esperienza 55 ragazzi dalla terza media alla quinta superiore, 15 educatori, 2 universitari, i coordinatori degli educatori con don Giacomo e 4 cuochi.

Fin da subito eravamo titubanti nell’unire ragazzi di età così diverse e ci chiedevamo: riusciranno ad integrarsi tra di loro? Non è stato semplice ma possiamo rispondere che l’esperienza è stata positiva, ci siamo conosciuti, abbiamo passato una bella settimana in compagnia e siamo stati bene insieme.

Il tema che abbiamo proposto in questo campeggio invernale è stato fare capire ai ragazzi il valore del tempo nella loro vita (la domanda iniziale si riferisce a questo), a non sprecarlo e a viverlo al massimo. Su questo argomento ci si potrebbe stare un anno intero ma abbiamo voluto focalizzarci su quattro sfaccettature: “faccio quello che voglio” affermazione provocatoria che ci ha fatto riflettere su cosa io voglio davvero nella mia vita, “il tempo è denaro” cioè il tempo è prezioso e va “speso” bene facendo attenzione alle cose che per me sono importanti ma senza trascurare niente e nessuno, “oggi è il tempo bello” significa non perdere l’attimo ed essere proiettati all’oggi, non avere rimpianti delle cose fatte fino adesso o paura di cosa dovrò fare nel futuro, “che gusto il tempo!” inteso come assaporare ogni momento, non essere schiavi del tempo ma donarlo agli altri, essere il sale della terra.

Questa esperienza invernale è un momento forte all’interno del percorso di incontri e delle altre attività svolte durante l’anno e possiamo affermare che i ragazzi si sono mostrati molto entusiasti di partecipare e molto contenti di potere trascorrere le vacanze e il capodanno tutti insieme. Non sono di certo mancati i momenti di divertimento come l’auriga innevata, giochi all’aria aperta, cena con delitto, camminate, relax alle terme, film, giochi notturni e serali, discese con bob, festa dell’ultimo dell’anno…

Insomma, ritornare alla normalità reggiana è stata dura e siamo tutti stati colpiti dalla famosa tristezza post-campeggio! Ci auguriamo che ogni ragazzo abbia fatto tesoro dell’esperienza vissuta, degli incontri e delle amicizie che sono nate o che si sono rafforzate.

Lucia