Scautismo

Lo Scoutismo a Regina Pacis

Lo scoutismo (spesso in Italia viene scritto “Scautismo”) è un metodo educativo nato nel 1907 da un’intuizione del colonnello inglese Robert Baden Powell. Impegnato in diversi conflitti in Africa, sir Baden Powell aveva appreso molte tecniche di sopravvivenza da esploratori americani (in inglese, Scout significa infatti esploratore). Finita la guerra, provò ad insegnare le tecniche di sopravvivenza apprese ai giovani del suo Paese: ne scelse 21 di estrazioni diverse da diverse scuole maschili inglesi. Poco dopo decise di scrivere un libro su queste già citate tecniche, nel quale eliminò gli aspetti militari concentrandosi su quelli che considerava maggiormente educativi. Il libro ottenne un grande successo e ispirò la nascita di centinaia di gruppi scout. Anche molte ragazze si interessarono a questo metodo, e sotto la guida della moglie di Baden Powell, Olive, nacquero i primi gruppi femminili. Il metodo scout cresce e si sviluppa, si diffonde fuori dall’Inghilterra e arriva in tutto il mondo, Italia compresa. Nel nostro Paese, lo scoutismo attraversa un periodo molto difficile in contemporanea con gli anni del fascismo: le uniche associazioni educative ammesse sono quelle legate al partito (la legge 5 del 9/01/1927 impone lo scioglimento dello scoutismo a favore dell’Opera nazionale Balilla), e chi vuole continuare a vivere lo scoutismo deve farlo in clandestinità. Molto nota a riguardo è la storia delle cosiddette “Aquile randagie”, gruppo scout di Milano e Monza che durante la guerra aiutò numerosi perseguitati politici e non a rifugiarsi in Svizzera. Di quel periodo è rimasta un’usanza che forse i più attenti avranno notato tra gli scout della parrocchia: a messa, durante lo scambio della pace, i nostri ragazzi si danno la mano incrociando i mignoli (veniva chiamata “stretta a morso di lupo”). Questo gesto nasce proprio durante il fascismo, e serviva agli scout per riconoscersi tra loro quando andavano a messa, secondo un codice che era sconosciuto agli altri.

In Italia, dicevamo. In Italia il primo movimento scout a nascere, nel 1912, è il CNGEI (Corpo Nazionale Guide ed Esploratori Italiani), movimento aconfessionale ben presente tuttora sul territorio reggiano e nazionale. Quattro anni più tardi nasce il primo movimento scout cattolico, l’ASCI, unicamente maschile. Per le ragazze nasce l’AGI, e finalmente, nel 1974, i due movimenti si fondono per creare l’associazione che oggi, per numero di iscritti, è la più grande in Italia e tra le più grandi in Europa, l’AGESCI (Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani). Nella nostra parrocchia è attivo il gruppo Reggio Emilia 4, nato circa 30 anni fa (il circa è d’obbligo, in quanto siamo così confusi sulla data reale che abbiamo già festeggiato il nostro trentennale quella mezza dozzina di volte).

Detto brevemente della storia dello scoutismo, veniamo a spiegarne altrettanto brevemente (si spera) le caratteristiche fondamentali. Il metodo scout divide bambini e ragazzi in tre grandi “Branche” in base all’età: la branca L/C (Lupetti e Coccinelle), che comincia a partire dalla 3°elementare e dura 3 o 4 anni a seconda della scelta dei gruppi; la branca E/G (Esploratori e Guide), spesso indicata come “Reparto”, che comincia dopo la fine degli anni da lupetto e dura 4 o 5 anni; la branca R/S (Rover e Scolte), che comincia dopo il Reparto e si divide in un anno di Noviziato e in un periodo compreso tra 3 o 4 anni detto “Clan”. In tutte queste branche viene applicato lo stesso metodo, ovviamente con accezioni diverse a seconda dell’età, che si fonda su un principio fondamentale: imparare attraverso l’esperienza. Lo scopo di un capo scout (un individuo che ha terminato il percorso sopra descritto e ha intrapreso un cammino di formazione) è di passare ai propri ragazzi principi di educazione civica e religiosa senza insegnarli direttamente, ma attraverso un percorso esperienziale, la cosiddetta “morale indiretta”. Che significa sto pippone? Non ti spiego come diventare un buon cristiano e un buon cittadino: organizzo per te dei momenti e delle esperienze che ti facciano vivere la cristianità e la convivenza civica. Per fare questo ci si avvale di diversi strumenti, ognuno specifico per la branca in cui viene utilizzato. Nei lupetti tutto viene insegnato tramite il Gioco, che rappresenta il metodo che scelgono istintivamente i bambini per relazionarsi col mondo. In Reparto si utilizza lo strumento dell’Avventura, per incanalare l’entusiasmo e la voglia di lanciarsi propria dell’adolescenza. In Noviziato, e ancora di più in Clan, si passa al Servizio al prossimo, che aiuta il giovane uomo e la giovane donna a prendere atto che ha una responsabilità verso il mondo nel quale è cresciuto, mondo che può essere la propria famiglia, la propria comunità, la propria città, il proprio Paese.  

In questo percorso, i bambini e i ragazzi vengono accompagnati da adulti che hanno intrapreso il percorso formativo per diventare “Capi”. Questi devono essere sempre almeno due per ogni branca (si spera sempre che siano di più) e sono tenuti a rispettare il principio della Diarchia: in ogni Branca o Unità ci vuole sempre un capo Unità uomo e un capo Unità donna. In questo modo si cerca di garantire ai bambini e ai ragazzi una figura di riferimento del proprio sesso e si cerca di preservare le capo-donne dall’entrare nelle profumatissime camere dei maschi al campo estivo (si sa che i capi maschi hanno i nasi abituati già ai propri, di odori mefitici). Allo stesso modo, i ragazzi vengono accompagnati anche da un AE, Assistente Ecclesiastico, ovvero una figura di riferimento in ambito religioso che aiuti i Capi a costruire un percorso di crescita nella fede per i nostri ragazzi (e per i capi stessi).

Caratteristica fondamentale dei gruppi scout AGESCI è che tutto il percorso educativo è visto in un’ottica cristiana: il senso del nostro agire trova un senso nella figura di Cristo, tanto che il cammino scout si avvale di strumenti di catechesi ri-arrangiati secondo le modalità proprie delle branche (Gioco, avventura e servizio).

È importante sottolineare che la componente cattolica non rappresenta un limite quando si tratta di accogliere nuove leve nelle nostre branche: lo scoutismo non pone distinzioni di nessun tipo, e accoglie nei propri gruppi bambini e ragazzi indipendentemente dalla loro religione, dall’etnia, dall’estrazione sociale e dall’orientamento sessuale. Il percorso di catechesi verrà comunque proposto a tutti, ma sarà il singolo bambino/ragazzo a decidere se aderirvi in pieno o meno. La diversità viene vissuta nello scoutismo come un’occasione di confronto e crescita reciproca, non come un ostacolo.

Al termine del percorso scout, il ragazzo o la ragazza (che a questo punto hanno tra i 20 e i 21 anni) vengono messi di fronte ad una serie di 3 scelte:

  • Scelta di vivere la Fede: essere persone che, aperte all’incontro con il Signore che dà significato e senso alla vita, sono capaci di rispondere alla chiamata del Signore, indirizzano la propria volontà e le proprie capacità verso quello che hanno compreso come la Verità, il Bene e il Bello, annunciando e testimoniando il Vangelo come membra vive della Chiesa
  • Scelta di vivere il Servizio: essere capaci di riconoscere in tutte le persone, specialmente le più sofferenti, il volto di Cristo, di riconoscere le ingiustizie e le disuguaglianze sociali e adoperarsi per superarle, di mettere a disposizione i propri talenti e la propria sensibilità in ogni situazione di bisogno
  • Scelta di impegno politico: significa essere cittadini responsabili, capaci di scegliere, attenti alle realtà del mondo e del territorio, sensibili verso l’ambiente, impegnati nella realizzazione di un mondo migliore

Se il ragazzo/ragazza decide di fare proprie queste scelte, lascerà la propria comunità di clan attraverso una cerimonia detta Partenza per continuare il suo servizio dove riterrà più opportuno, all’interno dello scoutismo, come capo, o fuori da esso. Se viceversa, la persona in questione decidesse di non voler portare avanti queste scelte, saluterà il clan con una cerimonia diversa, detta appunto Saluto, di pari dignità rispetto alla partenza.

Per terminare questa lunga chiacchierata, snoccioliamo qualche dato sul gruppo scout della Parrocchia di Regina Pacis, il Reggio Emilia 4 (solo Reggio 4 per gli amici e i pigri). Attualmente il gruppo è ospitato nei locali della parrocchia che danno su via Zandonai. Il nostro gruppo è censito come “La Sorgente” ed è diviso in un Branco di Lupetti (“Il Condor”), un Reparto (“Wakanda”), un Noviziato e un Clan (“Arlecchino”). Approssimativamente accogliamo un centinaio di bambini e ragazzi, maschi e femmine, provenienti da Regina Pacis e altre comunità sparse nella provincia di Reggio Emilia. Molti dei nostri bambini o ragazzi vengono appunto dalla comunità di Regina Pacis, e in generale (lo dico per i più distratti) siamo quei strani personaggi che girano vestiti di blu o azzurro, spesso con pantaloncini corti anche nei giorni della merla e con un fazzolettone blu e verde al collo. Nonostante tante piccole differenze, il nostro Gruppo non si pone come alternativo al percorso parrocchiale, ma come complementare. Rispetto agli altri gruppi parrocchiali cerchiamo di mantenere una certa autonomia (siamo un po’ la Catalogna di RP), cosa che negli anni ha generato non poche incomprensioni da ambo le parti, ma rimaniamo una costola di Regina Pacis, un gruppo che non punta alla semplice convivenza ma alla collaborazione, cosa non sempre facile, né scontata.

In virtù di ciò, e ben consci di non essere stati esaustivi sull’argomento Scoutismo, invitiamo tutti gli interessati a contattare i capi scout del Reggio 4 in caso abbiate bisogno di ulteriori delucidazioni. Fermateci quando ci vedete a messa coi ragazzi (siamo facili da individuare, siamo blu), chiedete i contatti dei capi ai don di Regina Pacis (don Paolo è il nostro AE) o ai genitori di bambini che sono già in gruppo. Cercheremo di essere il più possibile disponibili per rispondervi e accogliere vostre eventuali richieste.

 

DATE IMPORTANTI 2017-2018

16 dicembre riunione con messa e cena di Natale (tutto il gruppo)
5-6-7 gennaio: campo invernale a San Pietro di Carpineti (lupetti)
4-5-6-7 gennaio: Campo invernale a Vologno (Reparto)
4-5-6-7 gennaio: Route invernale (Clan)
Dal 21 al 28 luglio: Campo estivo a Gazzano (Lupetti)